
Polemiche arbitrali, polveroni epici e veleni mediatici. In questo clima c’è il forte rischio che anche un derby passi in secondo (per non dire terzo) piano. Meglio voltare pagina, quindi. E concentrarsi sul big match di sabato. L’atmosfera a Torino inizia a scaldarsi , seppure con una moderazione dei toni che è consueta all”ombra della Mole. La Vecchia Signora vuole restare in corsa per lo scudetto e caricarsi in vista del ritorno con il Chelsea. Il Toro scalpita e sogna di tornare al successo nel derby a quasi 14 anni di distanza dall”ultimo acuto. Motivi sufficienti per attendersi una partita nella quale la vittoria avrà un peso molto più consistente dei tre punti apparentemente in palio. In un derby c’è sempre qualcosa in più da guadagnare. In questo derby il discorso è ancora meno retorico.
Lo sa bene il direttore sportivo bianconero Alessio Secco, convinto che la squadra possa riprendersi in fretta dopo la debacle di Coppa Italia contro la Lazio. “Credo che questi black-out dipendano principalmente dalla stanchezza - ha dichiarato - dovuta al fatto che, causa infortuni, alcuni giocatori non hanno avuto modo di rifiatare. Ranieri ne è cosciente e cerca di farvi fronte”. Vincere è un obbligo o quasi: “Questa è una partita - chiude Secco - che non è mai semplice o banale, dove i punti di distacco non contano e dove anche un eventuale divario tecnico viene neutralizzato da tanti altri fattori. Noi dobbiamo far bene per proseguire il nostro cammino in campionato”. Messaggio chiaro e forte.
Come quello che Alessandro Rosina ha cercato di dare ai propri compagni di squadra. “Sappiamo di potercela giocare - sostiene il fantasista - vogliamo continuare la striscia positiva di 7 partite, però possibilmente con una vittoria”. Un successo contro la Juventus sarebbe anche il primo per il presidente Urbano Cairo . Per ora sono arrivati due ko e un pareggio, con i granata che non hanno nemmeno mai segnato ai rivali. “Non so se loro sono più abbordabili adesso come adesso - ha aggiunto - Questa è sempre una sfida che esce dal calendario, perché oltre ai valori tecnici subentrano altre componenti, come l’ambiente, che ci darà un grosso contributo”.
Qualche accenno di stoccata, comunque, non manca. Rosina sorride quando gli vengono riferite le parole di Mourinho: “Lo stimo molto. Il suo suggerimento a Novellino non pesa. Non sono per nulla preoccupato dell’atteggiamento che l’arbitro avrà. Io penso solo alla mia squadra”. Poi un confronto alla lontana con l’altro capitano, Del Piero: “Se i nostri tifosi ci hanno fischiato è stato per amore. Significa che la gente ci tiene, verso chi non ci si aspetta nulla c’è indifferenza. Verso di noi no”. Eppure il più pericoloso della Juventus per Roisna è un altro: “A Ranieri io leverei Amauri”. Non resta che un messaggio a Novellino: “Se mi farei giocare? L’allenatore non sono io. A Cagliari non ero al top, ma nei videogiochi mi metto sempre in campo. Anche quando ho la freccina in giù”.
Come starà sabato lo scopriremo solo più avanti. Certo è che a lui e a tutto il Torino non dovrebbero mancare le motivazioni per caricarsi a mille. I granata non vincono un derby dal 9 aprile 1995, quando finì 2-1 per la squadra allora guidata da Nedo Sonetti e trascinata da una doppietta di Rizzitelli. Da allora, a parte lo storico 3-3 del 14 ottobre 2001 con la rimonta di Cristiano Lucarelli, Ferrante e Maspero, le soddisfazioni sono quasi tutte state per la Juventus. La Mole inizia a scaldarsi. Non resta che attendere il fischio d’inizio.
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TORINO - JUVENTUS
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